L’osteoartrosi (OA) rappresenta una delle condizioni croniche più diffuse nei pazienti canini, con un impatto rilevante su mobilità, qualità della vita e gestione clinica a lungo termine. Sebbene i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) costituiscano lo standard terapeutico per il controllo del dolore, cresce l’interesse verso approcci non farmacologici in grado di affiancare o, in alcuni casi selezionati, ridurre la dipendenza dai farmaci.
Un recente studio pilota randomizzato, pubblicato su Veterinární Medicína (Online First), fornisce nuovi dati sugli effetti clinici della terapia con campi elettromagnetici pulsati (PEMF), erogata tramite dispositivo PMT Qs (ASA), in confronto a un protocollo standard con FANS (mavacoxib).
PEMF e Magnetoterapia: un chiarimento doveroso
Nel contesto della medicina veterinaria riabilitativa, il termine “magnetoterapia” viene spesso utilizzato in modo generico per descrivere diverse tecnologie basate su campi magnetici. Tuttavia, è importante distinguere tra approcci eterogenei e la PEMF (Pulsed Electromagnetic Field Therapy), che rappresenta una modalità specifica e tecnologicamente avanzata.
A differenza della magnetoterapia tradizionale, spesso caratterizzata da parametri poco definiti, la PEMF utilizza campi elettromagnetici pulsati con frequenza, intensità e forme d’onda controllate, consentendo protocolli terapeutici standardizzati e riproducibili.
Questa distinzione è rilevante anche dal punto di vista clinico, poiché i risultati riportati in letteratura si riferiscono a dispositivi PEMF certificati e non sono automaticamente estendibili ad altre forme di magnetoterapia generica.
Lo studio
Lo studio ha incluso cani con diagnosi di osteoartrosi, randomizzati in due gruppi di trattamento:
- Gruppo PEMF (con dispositivo PMT Qs Vet, ASA)
- Gruppo FANS (mavacoxib)
I risultati clinici sono stati valutati mediante parametri oggettivi e funzionali, tra cui:
- Livelli di dolore
- Zoppia
- Circonferenza muscolare
- Range of motion articolare (ROM)
Principali risultati clinici
Riduzione del dolore
I cani trattati con PMT Qs Vet hanno mostrato una riduzione del dolore statisticamente significativa (~30%) (P = 0,0006).
Dal punto di vista clinico, questa entità di riduzione è rilevante poiché si traduce in maggiore comfort del paziente e migliore adesione ai protocolli riabilitativi.
Miglioramento della zoppia
Nel gruppo PEMF è stato osservato un miglioramento significativo della zoppia (P = 0,0003), indicativo di un recupero della funzionalità locomotoria.
Questo suggerisce che la PEMF non agisce esclusivamente sulla modulazione del sintomo dolore, ma contribuisce al ripristino della funzione.
Trofismo muscolare
Uno dei risultati più rilevanti è stato l’incremento della circonferenza muscolare (+14,9%, P = 0,006), associato a un effect size elevato.
Questo dato evidenzia un elemento distintivo: oltre al controllo del dolore, la terapia PEMF sembra supportare il trofismo muscolare, verosimilmente attraverso un miglior utilizzo dell’arto e un recupero funzionale.
Mobilità articolare
Lo studio ha evidenziato un recupero progressivo del range di movimento articolare (ROM) (P = 0,002).
Il miglioramento del ROM è clinicamente significativo nella gestione dell’OA, in quanto influenza direttamente mobilità, attività quotidiana e salute articolare a lungo termine.
Profilo di sicurezza
Nel gruppo PEMF non sono stati riportati eventi avversi, confermando un profilo di sicurezza favorevole per questa modalità terapeutica.
Confronto con il trattamento FANS
Nel gruppo trattato con FANS non sono emersi miglioramenti statisticamente significativi nella maggior parte dei parametri valutati.
Questo non ridimensiona il ruolo dei FANS nella gestione dell’OA, ma suggerisce che il trattamento farmacologico da solo potrebbe non essere sufficiente a gestire la natura multifattoriale della patologia, soprattutto in termini di recupero funzionale.
Nel complesso, i risultati indicano che la magnetoterapia PEMF con PMT Qs Vet può:
- Ridurre il dolore
- Migliorare deambulazione e mobilità
- Supportare il recupero muscolare
- Migliorare la funzione articolare
Questi elementi posizionano la PEMF come opzione terapeutica complementare all’interno di un approccio multimodale all’osteoartrosi canina.
Per il clinico che gestisce l’osteoartrosi canina, la terapia PEMF rappresenta uno strumento promettente da integrare nei protocolli terapeutici, in particolare quando l’obiettivo va oltre il controllo del dolore, include il recupero funzionale e il miglioramento della qualità della vita.

Pulsed electromagnetic fields vs NSAID therapy in canine osteoarthritis: A randomised comparative pilot study
S. Sassaroli, F. Dini, V. Sisti, V. Riccio, S. Meggiolaro, L. Bellodi, A. Palumbo Piccionello
Veterinární Medicína, 71(3):106-116, 2026